KPI e metriche per misurare la GEO: Share of Search

Siamo davanti a una trasformazione senza precedenti: il passaggio di consegne dall’ecosistema centrato sulla navigazione web tradizionale a uno dominato dall’intelligenza artificiale generativa.

Come si misura la Generative Engine Optimization e quali sono i nuovi KPI? Il focus strategico si sposta sempre di più sulla salienza e sull’importanza del marchio, introducendo la metrica dello Share of Search.

In questo articolo vediamo che cos’è e come funziona.

Se sei un eCommerce o Marketing Manager e hai bisogno di un aiuto professionale per portare il tuo sito web dentro le risposte nei motori di ricerca AI, richiedi informazioni sulla consulenza GEO e ottieni una diagnosi completa della tua visibilità nelle risposte LLM.

L’Effetto Coccodrillo e la crisi dei clic

L’introduzione delle AI Overviews e dei motori di risposta come ChatGPT, Perplexity, Gemini e Claude ha creato un nuovo paradigma.

Per decenni l’obiettivo è stato posizionare parole chiave e ottimizzare il sito (On-site e Off-site), ma oggi questo non basta più.

Si assiste infatti a un fenomeno definito “bocca di coccodrillo”: un enorme divario tra le impression (che rimangono alte o crescono) e i click effettivi (che diminuiscono).

Questo accade perché l’utente trova la risposta direttamente nella pagina dei risultati di ricerca o nell’interfaccia della AI, senza dover visitare il sito web.

Anche se un brand è posizionato primo organicamente, il suo risultato potrebbe essere preceduto da numerose funzionalità della SERP e snippet AI, costringendo l’utente a scorrere e riducendo drasticamente i click.

Che cos’è lo Share of Search (SoS)

Lo Share of Search è un indice che rappresenta la percentuale di ricerche per un marchio specifico rispetto al totale delle ricerche effettuate per tutti i brand di una determinata categoria di mercato.

I dati per questo calcolo devono essere normalizzati utilizzando strumenti come Google Trends o Keyword Planner per evitare distorsioni dovute alla stagionalità.

Il valore predittivo: Excess Share of Search (ESoS)

Il vero potere del SoS risiede nella sua capacità predittiva. Studi accademici indicano una correlazione dell’83% tra Share of Search e quota di mercato.

L’insight più potente è l’Excess Share of Search (ESoS), ovvero la differenza tra il Share of Search e il Share of Market (la quota di mercato basata sul fatturato).

  • ESoS Positivo: Se il marchio genera un interesse di ricerca superiore alla sua attuale dimensione commerciale, è estremamente probabile che le vendite e la quota di mercato cresceranno nel breve-medio periodo.
  • ESoS Negativo: Se il SoS è in calo rispetto alla quota di mercato, è un segnale di allarme che anticipa una futura perdita di rilevanza commerciale e fatturato.

Dalla SEO alla GEO: Ottimizzare per i Motori Generativi

Se lo Share of Search misura la domanda, la GEO (Generative Engine Optimization) è lo strumento per soddisfarla. La GEO non punta a scalare una classifica di link, ma mira a inserire il brand nella “conoscenza” del modello linguistico affinché venga citato come autorità.

I motori AI utilizzano la tecnica RAG (Retrieval Augmented Generation), che estrae informazioni da fonti autorevoli per ricomporre una risposta fluida. Per essere selezionati da questi sistemi, i contenuti devono rispettare nuovi criteri:

  1. Sintesi e chiarezza: Evitare muri di testo; prediligere risposte chiare, elenchi puntati e tabelle per ridurre la latenza di risposta della AI.
  2. Autorità semantica: Coprire l’argomento in modo esaustivo, affrontando tutte le sfaccettature e i dettagli.
  3. Affidabilità e citabilità: Fornire dati verificabili e citazioni di esperti. Il framework E-E-A-T (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità) è il pilastro della GEO.
  4. Leggibilità per la macchina: Strutturare il contenuto in modo che sia facilmente “digeribile” dagli algoritmi, non solo dagli utenti.

Per saperne di più, leggi anche la nostra Guida alla GEO per eCommerce.

Altre metriche e KPI per la GEO

Guardando al futuro, due nuovi indici diventeranno lo standard per misurare il successo:

1. Perception Drift

Misura il cambiamento mensile nel modo in cui l’AI posiziona semanticamente il brand. Ad esempio, se un’AI smette di citare un brand come “leader della sicurezza” e inizia a definirlo solo come “strumento di collaborazione”, si sta verificando una perdita di autorità.

2. AI Brand Score

Valuta la probabilità che un modello linguistico raccomandi il marchio senza che questo sia presente nel prompt dell’utente. Si basa sulla frequenza di apparizione e sull’ordine di citazione rispetto ai concorrenti.

Metriche di misurazione per la GEO: Una strategia a 4 fasi

  1. Calcolo dello Share of Search: Identificare i competitor, estrarre i volumi di ricerca, normalizzare i dati e calcolare la propria quota rispetto al totale.
  2. Audit di visibilità AI: Utilizzare strumenti come ChatGPT o Perplexity per porre domande generiche sulla propria categoria e valutare se e come il brand viene citato (analisi del gap di autorità).
  3. Ottimizzazione GEO: Ristrutturare i contenuti integrando dati verificabili, markup, FAQ e creando “costellazioni di dati” (Super JSON) facili da leggere per le macchine.
  4. Misurazione dell’impatto: Monitorare il Perception Drift, la correlazione con il fatturato e quantificare il valore del traffico perso a causa delle AI Overviews.

In un’era in cui la ricerca zero-click diventa la norma, il successo dipenderà dalla capacità di costruire una Brand Authority solida che renda il marchio una fonte imprescindibile per le risposte dell’Intelligenza Artificiale.

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