Cannibalizzazione keyword tra contenuti

In questo articolo affrontiamo il tema della cannibalizzazione delle keyword, un problema comune soprattutto per siti con una lunga storia e centinaia di articoli o pagine pubblicate. Spieghiamo cosa significa cannibalizzare le keyword: in pratica, quando più pagine dello stesso sito trattano argomenti molto simili e si posizionano sulle stesse parole chiave, i motori di ricerca spesso non sanno quale mostrare in SERP, penalizzando così la visibilità complessiva.

  • Identificazione della cannibalizzazione: L’articolo segnala diversi metodi per individuare il problema. Tra questi, una ricerca manuale su Google (osservando se per la stessa query vengono mostrati alternativamente URL diversi del proprio sito), l’uso di Google Search Console e SEMrush, il comando “intitle:” per trovare title duplicati, e l’analisi delle query con relativi clic e impression collegati a più URL.
  • Strategie di prevenzione: Descriviamo l’importanza di una pianificazione editoriale aggiornata, suggerendo analisi approfondite sia degli intenti di ricerca che dell’alberatura del sito (anche tramite Screaming Frog o mappe mentali), così da individuare aree tematiche che si sovrappongono. L’articolo pone poi enfasi su strutturazione dei link interni per chiarire ai motori di ricerca la rilevanza di ciascuna pagina, oltre che su deduplicazione e ottimizzazione dei contenuti già pubblicati.
  • Consulenza e know-how: Mettiamo a disposizione la nostra esperienza per progettare piani editoriali pensati proprio per evitare la cannibalizzazione e migliorare la comprensione della SEO. La nostra consulenza si rivolge a SEO specialist, content manager, copywriter e proprietari di siti web che vogliono ottimizzare la struttura del proprio sito.

Che cos’è la Cannibalizzazione delle keyword?

Questo fenomeno si definisce con il termine Cannibalizzazione per via del fatto che le 2 pagine si cannibalizzano a vicenda, perdendo entrambe in termini di punteggio di qualità attribuito dal motore di ricerca e conseguente visibilità sui risultati di ricerca stessi.

Altri metodi per individuare il problema

Il primo metodo è stato spiegato nel paragrafo precedente, fondamentalmente per una determinata keyword, il motore di ricerca propone all’utente 2 URL differenti. Esistono strumenti online come Google Search Console e SEMrush che permettono ai webmaster di individuare il problema.

Il secondo metodo è utilizzare uno degli operatori di ricerca Google.

Dalla barra di ricerca si digita:

 intitle:“query di ricerca” site:ilvostrosito.boh

Query di ricerca corrisponde appunto alla query di ricerca mentre ilvostrosito.boh sarà l’url del sito web.

Con questa istruzione, il motore di ricerca restituirà tutte le pagine indicizzate del sito ilvostrosito.boh che nel title contengono la query digitata.

Se vedete più di un risultato molto probabilmente avete individuato un problema di keyword cannibalization.

Nello screenshot di esempio che trovate qui sotto, il sito web presenta 3 tipologie di contenuto che seppur differenti nel corpo pagina, hanno lo stesso intento di ricerca.

esempio di serp con pagine soggette a cannibalizzazione

Il terzo metodo consiste nell’utilizzare Google Search Console.

Dalla sezione “rendimento”, si crea un filtro digitando la query interessata, successivamente si apre il tab “pagine”, in questo modo vedremo tutti gli url che hanno ricevuto clic ed impression quando è stata utilizzata la query di ricerca. Solitamente gli url da prendere in considerazione sono quelli che hanno ricevuto maggiori clic/impressioni e si vanno ad escludere gli url con ancora appesa, in quel caso all’interno del post sicuramente è attivo un table of content e da motore di ricerca, gli utenti accedono all’url ancorato tramite lo snippet proposto nel risultato di ricerca.(vedi esempio sotto)

esempio di snippet con link interni
elenco degli url soggetti a cannibalizzazione (quelli che ricevono più clic e impression)

Metodi di prevenzione cannibalizzazione keyword

Analisi degli intenti di ricerca

Quando si è in fase di analisi keyword, quindi ancora prima di definire i contenuti da scrivere (es. piano editoriale) è molto importante analizzare gli intenti di ricerca, ovvero eseguire una serie di ricerche sul motore di ricerca, utilizzando query differenti, in maniera da studiare i risultati proposti.

Quando si analizza l’intento di ricerca si deve prestare attenzione a:

  • Composizione della SERP, ovvero quali pack restituisce il motore di ricerca, ad esempio, nel caso di Google, il pack degli annunci a pagamento, il local pack, il knowledge graph, il pack per le immagini, gli annunci shopping ecc.)
  • Page title e meta description dei risultati di ricerca organica, individuare la keyword principale e la sua collocazione nel page title, studiare il campo semantico presente in pagina
  • Contenuto interno, necessario assolutamente aprire le pagine dei concorrenti organici per capire che tipo di contenuto propongono, quale campo semantico utilizzano, quanto in profondità entrano nell’argomento ricercato

È un passaggio essenziale perché ci permette di valutare se 2 query di ricerca offrono gli stessi risultati o risultati di ricerca differenti.

Analisi dell’alberatura del sito web/blog

Analizzando l’alberatura potrete individuare tutti i gruppi di pagine attualmente pubblicati online. Per analizzare l’alberatura vi servirà un software tipo Screaming Frog Seo Spider (per siti di grosse dimensioni) e un software per creare mappe mentali come ad esempio Xmind.

La visualizzazione grafica dell’alberatura vi permetterà di individuare con più facilità i contenuti del sito pubblicati online e quindi individuare possibili duplicazioni di contenuto che causano la keyword cannibalization.

Definizione di un piano Editoriale

Il piano editoriale è uno strumento di marketing, ovvero un documento in cui si stabilisce date e modalità di pubblicazione di un gruppo di contenuti rivolti ad uno o più tipologie di pubblico, esistono varie tipologie a seconda del mercato.

Avere un piano editoriale sempre aggiornato vi permetterà di non perdere mai la bussola e diminuire le probabilità di generare contenuti duplicati nel medio/lungo periodo.

Potenziamento dei link interni fra gli articoli

Potete aiutare i motori di ricerca a capire quale articolo è più importante, impostando una struttura di collegamento interna decente, collegando i post che sono meno importanti ai post che sono i più importanti per voi in maniera tale che il motore di ricerca comprenda quale deve essere il contenuto principale.

L’operatore di ricerca “query” site:nomesito.com potrebbe aiutarvi a scegliere con più facilità quali pagine utilizzare per l’interlinking di una determinata sezione.

Considerazioni finali sulla cannibalizzazione delle keyword

Queste attività sono molto importanti e non vanno sottovalutate. Trascurando l’ottimizzazione dei post e non curando il piano editoriale del vostro blog, potreste incrementare la probabilità che il vostro sito web venga penalizzato sui motori di ricerca.

Vi invitiamo a leggere ed approfondire la tematica visitando la pagina dedicata a questo caso studio di penalizzazione SEO: https://fattoretto.agency/caso-studio-penalizzazione-seo-zoneriflesse/

Piccolo Spoiler 🙂

Se avete bisogno di aiuto per progettare un piano editoriale a prova di motore di ricerca perché non sapete da dove iniziare o vi serve aiuto per comprendere al meglio le logiche dei motori di ricerca, non esitate a contattarci!

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