In questo articolo ci siamo chiesti se Google Search Console (GSC) tenga davvero nascosti alcuni dati, con particolare attenzione all’eCommerce. Non è la prima volta che l’argomento viene discusso (vedi il caso studio di Ahrefs) ma abbiamo voluto proporre un’analisi dedicata proprio ai negozi online, basandoci su rilevamenti e dati raccolti da circa 200 siti analizzati tra ottobre 2021 e novembre 2022.
Abbiamo riscontrato che, per motivi di privacy, GSC non mostra tutte le query: quelle con poche ricerche, o contenenti informazioni considerate sensibili, vengono oscurate o anonimizzate. Tuttavia, nella nostra esperienza, molte delle ricerche non visibili sono semplicemente query “long-tail”, cioè termini molto specifici utilizzati dagli utenti, che non sembrano rappresentare dati personali.
Questa limitazione complica un po’ le cose per chi si occupa di digital marketing: per noi professionisti SEO che vogliamo puntare sulle long-tail (che spesso convertono molto), la mancata visualizzazione dei dati rende più difficile la misurazione delle attività. Google Analytics permette di capire se le pagine ottimizzate ricevono traffico, ma GSC non mostra le keyword effettive che portano i clic.
Nella nostra ricerca, abbiamo approfondito il comportamento di GSC attraverso quattro filoni di analisi principali:
- Click in chiaro rispetto al traffico: la percentuale di click “visibili” su GSC aumenta all’aumentare del traffico totale del sito, ma in media solo tra il 40% e il 60% dei click sono effettivamente tracciabili.
- Click in base alla tipologia di eCommerce: alcune categorie merceologiche mostrano percentuali più basse di dati visibili perché le query informative o sensibili vengono maggiormente “censurate”.
- Click in base ai volumi annuali: nei siti con molto traffico la porzione di dati “visibili” cresce, mentre per quelli più piccoli la variabilità è maggiore e dipende anche dalla nicchia in cui si opera.
- Click in chiaro per settore: il campionamento dei dati mette in evidenza notevoli differenze tra settori, con una corrispondenza maggiore tra click tracciati e traffico totale nei comparti con più dati a disposizione.
Insomma, lo studio mostra che una parte dei dati – soprattutto sulle long-tail – non arriverà mai completamente in chiaro su GSC, e identificarne la causa non è sempre immediato. Per questo, un’analisi approfondita e multi-strumento rimane fondamentale per tutte le attività SEO su eCommerce.
Le criticità alla base dello studio
La problematica è evidenziata dallo stesso BigG, che puntualizza: “per proteggere la privacy degli utenti, il rapporto sul rendimento non mostra tutti i dati. Ad esempio, potremmo non tenere traccia di alcune query che vengono effettuate un numero molto limitato di volte o di quelle che contengono informazioni personali o sensibili”.
Alla base della ricerca c’è un campione di circa 200 siti web e un processo di analisi relativo al periodo che va da ottobre 2021 a novembre 2022. È emerso con chiarezza che GSC non tiene traccia dei dati per le query trail più lunghe in cui si hanno solo poche ricerche.
Non è ragionevole pensare che molte delle ricerche esaminate fossero private o includessero informazioni personali.
È probabile invece che fossero per lo più parole chiave a coda lunga.
Da ciò si delinea uno scenario frustrante per i professionisti del settore del marketing digitale, poiché il targeting delle parole chiave a coda lunga può rivelarsi una strategia SEO estremamente vantaggiosa.
La mancata visualizzazione di alcuni dati complica la verifica dell’efficacia delle strategie adottate. Ovviamente Google Analytics rappresenta un supporto prezioso per comprendere se le pagine ottimizzate attorno a queste parole chiave stanno ricevendo traffico. Eppure GSC potrebbe non visualizzare le keyword esatte per cui il sito sta ricevendo click.
I riferimenti ufficiali di Google sulla discrepanza dei dati analizzabili
Come emerge dalla documentazione di supporto, Google non specifica in modo del tutto chiaro e trasparente quali tipologie di dati sono definite come personali o sensibili.
Da una discussione riportata nell’ambito dell’Aiuto per i webmaster viene fornito un indizio: le tipologie di query anonimizzate potrebbero coincidere con tutte quelle che coinvolgono il nome di una persona.
Analisi dei dati e rilevazioni della ricerca Fattoretto Agency
La ricerca ha previsto l’analisi delle percentuali di click in chiaro rispetto alle tipologie di sito web, al settore e alla quantità di traffico per proprietà web.
Studio 1 – Percentuale di dati su click in chiaro rispetto al traffico generato dal sito web
Considerando tutte le proprietà web si evince che la percentuale di dati in chiaro campionati in un anno tende ad incrementare con l’aumentare del traffico.
La media percentuale di click visibili si aggira tra il 40% e il 60%.

Studio 2 – Percentuale di dati su click in chiaro rispetto al traffico generato per tipologia di eCommerce
La percentuale di dati in chiaro cambia sulla scorta della tipologia di query set utilizzato dagli utenti quando cercano prodotti/servizi. Ricerche legate a nomi di persone, dati sensibili, indirizzi, alcune tipologie di query informative tendono ad essere censurate.

Studio 3 – Percentuale di click/anno in chiaro per quantità click/anno generata
Si tratta di un approfondimento del primo studio.
I seguenti grafici a candela mostrano la percentuale di dati in chiaro derivanti dalle proprietà web in base alla quantità di traffico ricevuto.
Le proprietà web con maggior traffico hanno una percentuale di dati analizzabili maggiore.
Allo stesso tempo, le proprietà web che fanno meno traffico hanno un range più ampio e ciò deriva dalla nicchia/mercato di cui fanno parte.

Studio 4 – Percentuale di click annuali in chiaro per settore
I dati che seguono sono da considerare con attenzione, perché potremmo ottenere una maggiore precisione in ogni settore di riferimento grazie a un set di dati maggiore.
I grafici a candela appiattiti indicano che per quella nicchia/mercato è stata presa in considerazione solo una proprietà web.

Le soluzioni al problema della discrepanza dei dati analizzabili
Quali sono gli approcci che permettono di risolvere la criticità evidenziata dallo studio?
- Incremento del traffico. Un obiettivo che può essere perseguito grazie a una mirata strategia SEO condotta da professionisti del settore.
- Utilizzo di strumenti ausiliari per il tracciamento dei dati, come ad esempio Semrush, e soluzioni personalizzate su misura. Da questo punto di vista è importante sottolineare come sia essenziale adottare senso critico e professionalità in relazione a ogni dato.
- Non basarsi esclusivamente sui dati forniti da GSC ma incrociarli con quelli proposti dai vari strumenti disponibili.